Giappone: 30mila morti per solitudine. Arrivano le imprese di pulizia per i defunti

Il fenomeno del Kodokushi è in crescente diffusione e riguarda soprattutto le persone anziane, ma si registrano anche casi tra i giovani

Cosa vuol dire la parola giapponese Kodokushi? È un fenomeno che riguarda le persone anziane (il 20% della popolazione) che rimangono sole e diventano preda dell’inedia, lasciandosi lentamente morire.

Haruki Watanabe, ad esempio, è stato trovato morto dal padrone di casa di Osaka. L’uomo aveva solo 60 anni e non si trovava in una situazione di particolare difficoltà a livello economico. Il suo vero problema era la mancanza di amici e congiunti.

Il suo unico figlio non aveva più contatti con lui da molto tempo. Come hanno fatto ad accorgersi del decesso? Semplice, il padrone di casa doveva riscuotere diverse mensilità dell’affitto. Il che la dice lunga su quanto possa essere stato facile, per Haruki, sentirsi solo.

In Giappone, dove inventano soluzioni per qualunque cosa, sono aumentate a vista d’occhio anche le ditte di pulizia specializzate nella disinfestazione degli appartamenti.

Toru Koremura è il fondatore di una di queste imprese, la Risk Benefit, che vanta ben 60 richieste al mese con una media di 10 al giorno nei mesi estivi (perché in quel periodo la decomposizione è più veloce).

I costi partono dai mille fino ai tremila dollari e il lavoro non è per nulla facile, a cominciare dalla scelta del disinfettante:

«Ci sono 40mila diversi cattivi odori nel mondo e scegliere il prodotto adatto è molto difficile».

Segue la raccolta degli effetti personali che, in mancanza di una famiglia, vanno al padrone di casa. Koremura fa un rapido bilancio dei casi di Kodokushi:

«Il 90% sono uomini. Le donne sembrano più capaci di integrarsi nella comunità».

In sostanza, in Giappone si assiste a una crisi della struttura di famiglia tradizionale.

Yasuyuki Fukuhawa, psicologo alla Waseda University di Tokio, afferma che la percentuale di popolazione anziana è altissima e supera «le capacità di cura familiare».

Se le case di riposo sono troppo costose si finisce per lasciarsi andare alla solitudine.

Altro dato allarmante è quello legato alla diffusione degli Hikikomori, i giovani reclusi in casa che spesso finiscono per suicidarsi: secondo il governo sarebbero 700mila.

Numeri da non sottovalutare, dunque, e sui quali non sarebbe certo il caso di passare un colpo di spugna.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*