Grammatica: 7 italiani su 10 hanno (seri) problemi

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Congiuntivi, apostrofi, accenti e punteggiatura: i grandi sconosciuti della lingua italiana

Grammatica: “Io speriamo che me la cavo” si intitolava un film di qualche anno fa. Ma a quanto pare gli italiani con la grammatica non se la cavano affatto.

Questo il risultato di un’indagine di Libreriamo in occasione della XVII Settimana della lingua italiana nel mondo: 7 italiani su 10 hanno problemi con la lingua madre.

L’indagine è stata condotta attraverso un monitoraggio costante di testate di settore, social network, blog, forum e community dedicate al mondo della cultura, su un campione di 8000 persone tra i 18 e i 65 anni.

Il risultato è abbastanza sconcertante: il 71% degli italiani ha problemi con la grammatica, ed effettivamente, secondo uno studio della Survey of Adult Skills, in Italia il 28% delle persone è considerata analfabeta funzionale, ossia in grado di leggere e scrivere ma non di capire testi più complessi. È una delle percentuali più alte d’Europa.

Ma quali sono i trucchi per poter evitare strafalcioni da manuale?

Quello che si può fare è allenare la lingua leggendo con regolarità, scrivere a mano, ed evitare neologismi nel parlato.

Queste le parole di Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo, a riguardo:

“Questo è un problema che viene troppo spesso sottovalutato. Non è possibile commettere certi errori e soprattutto non è accettabile che a farli siano soprattutto i giovani. Questo è figlio di un cattivo uso di internet e dei social, che oramai sono diventati la prima fonte di svago per i giovani, sottraendo tempo allo studio della nostra lingua. La rete invece, se utilizzata nel modo corretto, può contribuire a risollevare questa tendenza negativa. Infatti l’obiettivo di Libreriamo è quello di rendere il mondo della letteratura meno elitario tramite i social, utilizzando la rete per avvicinare le persone ai libri, perché solo attraverso la cultura e lo studio della lingua è possibile risolvere questa problematica”.

Ma quali sono gli errori più gettonati dai connazionali?

Qual è o qual’è? Resta sempre tra i grandi classici. In questo caso l’apostrofo non ci va.

Anche l’apostrofo con un o una crea spesso qualche problema, la regola è semplice: l’apostrofo va solo con i nomi femminili, per esempio “un’amica” sì, “un amico” no. I congiuntivi sono l’altro grande scoglio, è difficile trovarne di giusti in giro. Comunque, per capirci non si dice “L’importante è che hai superato l’esame”, ma “L’importante è che tu abbia superato l’esame”.

Anche i pronomi rientrano tra gli acerrimi nemici degli italiani. Gli o le? La regola è semplice anche in questo caso: quando ci si riferisce a una persona femminile si usa “le” altrimenti “gli”.

Altro tormentone: “Un pò o un po’?” la risposta è “Un po’”, con l’apostrofo.

La lista sarebbe lunga ma per concludere in bellezza non possiamo non citare tutte le abbreviazioni introdotte dall’era digitale: “nn, tt, ke, cmq…”

Come diceva Nanni Moretti, che non è quello della birra, “Le parole sono importanti”, quindi impariamo a scriverle giuste.

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