Il 65% dei fumatori italiani prova a smettere, ma senza riuscirci

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Nel nostro Paese ci sono 11,5 milioni di fumatori e si calcola che circa 70mila decessi all’anno siano strettamente legati alle sigarette. Il quadro è stato tracciato al convegno “Un futuro senza sigarette. La riduzione del danno tra consapevolezza e informazione”

Sono oltre 11,5 milioni i fumatori in Italia e il 65% di loro ha provato almeno una volta a smettere ma senza riuscirci. La notizia arriva da Roma, dove nei giorni scorsi si è tenuto il convegno “Un futuro senza sigarette. La riduzione del danno tra consapevolezza e informazione” organizzato dall’Anafe, l’associazione nazionale dei produttori di sigarette elettroniche, aderente a Confindustria.

Secondo i dati forniti nel corso dell’evento, relativi al 2016, i dipendenti dalle “bionde” rappresentano più o meno il 22% della popolazione nazionale e sono leggermente aumentati rispetto all’anno precedente, quando erano 10,9 milioni. Non solo: l’abitudine del fumo è inoltre responsabile di almeno 70mila decessi all’anno, con un costo per le casse statali di 6,5 milioni di euro, e solo lo 0,1% di chi ha il vizio della sigaretta si rivolge ai centri antifumo sparsi sul territorio.

Al convegno sono intervenuti anche diversi medici ed esperti come Fabio Beatrice, dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. “I fumatori che non sono riusciti a smettere con i metodi tradizionali – ha detto – dovrebbero essere supportati ad utilizzare la sigaretta elettronica, che è del 95% meno tossica di quella normale. D’altra parte, il vero interesse dei produttori di sigarette elettroniche non riguarda esclusivamente un uso medicale nell’ambito del sostegno alla cessazione, ma più semplicemente un processo di sostituzione della sigaretta, con l’obiettivo ultimo di ridurre le malattie correlate al fumo e ai decessi“.

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