La Svezia propone ai cittadini un’ora a settimana (pagata) per fare l’amore.

Mentre in Italia si discute di come alleviare il debito pubblico, risolvere i problemi di disoccupazione e immigrazione, in Svezia si pensa che le persone lavorino troppo, e proprio per questo motivo le nascite siano in calo. E, ovviamente, bisogna trovare una soluzione. Soluzione che arriva dal consiglio comunale, per adesso solo come proposta, di una cittadina rurale che sente maggiormente il calo delle nascite: un’ora a settimana, pagata, in cui ci si assenta dal lavoro e si va a casa per fare l’amore con la propria partner. Insomma, pagati per… si. Non è il paese dei sogni?

Chi ha fatto questa proposta lo ha proposto non solamente dal punto di vista del calo delle nascite, ma anche da quello della produttività lavorativa. Infatti, secondo loro, se una persona ha più rapporti intimi è più rilassata, e di conseguenza lavora meglio e produce di più, facendo andare ancora meglio il paese. Qualche anno fa un’altra città svedese aveva proposto di ridurre di due ore al giorno l’orario lavorativo dei dipendenti pubblici, proprio per consentire loro di essere rilassati, ma si erano poi resi conto che l’idea costava troppo allo stato.

In questo modo, invece, la perdita di un’ora a settimana sarebbe ripagata con l’aumento della produttività, e quindi alla fine sarebbe un guadagno per lo stato, non per una perdita. Per cui, immediatamente legge? Ovviamente, no. A parte che la votazione ci sarà nel mese di Maggio, per cui c’è ancora da aspettare, ma come in tutte le favole non tutti sono d’accordo con questa proposta, per una serie di motivi diversi.

Il più diffuso è, in generale, che quell’ora dovrebbe essere usata per stare con la propria partner (o con il proprio partner) e non c’è modo di controllare se, magari, una persona va a fare spesa o a fare una passeggiata, perché in quel caso l’ora lavorativa non dovrebbe essere pagata. D’altra parte, se si mette un controllo la Svezia rischia di diventare un “grande fratello” diffuso, in cui nessuno sarebbe più libero di vivere la propria vita. Terzo, i single sarebbero discriminati perché nessuno garantisce che effettivamente abbiano una persona con cui avere rapporti intimi. E così i vedovi, e le persone con mobilità ridotta o portatori di handicap.

Ma la critica più incredibile è quella degli anziani svedesi, per cui comunque la situazione spesso non è che un ricordo (o, almeno, si può immaginare): un’ora è troppo poca per prendersela comoda e fare una cosa del genere. Se proprio si vuol fare, che si mettano a disposizione due, o tre, ore e non solamente una. Come andrà a finire la storia?

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