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Vi Raccontiamo “Nebrodi in mostra”

Nel rigoglio lussureggiante della natura, tra sentieri impervi e incontaminati, e paesaggi che regalano nitidi squarci adamantini, è andato in scena “Nebrodi…in mostra”. L’ evento è stato promosso dai comuni di Cesarò e San Teodoro. La due giorni, realizzata in seno a un progetto regionale, sostenuto dall’assessorato al Territorio, dal titolo “Il piacere dei Nebrodi,” rappresenta la seconda tappa di un itinerario naturalistico, enogastronomico e culturale inconsueto e prezioso, che proseguirà con altri tre eventi già fissati in calendario.

Il fulcro dell’iniziativa è quello di dare impulso a uno sviluppo sostenibile del territorio montano e valorizzare la genuinità dei prodotti tipici. Per l’intera giornata del 23 e del 24 luglio infatti, gli escursionisti del gusto e del bello hanno goduto della bellezza dei luoghi, conosciuto e assaporato delizie locali dal piacere voluttuoso, seguendo l’iter fiabesco e incantevole immerso nel verdeggiante e boscoso Parco dei Nebrodi.

Nella giornata di sabato infatti, i visitatori hanno avuto l’opportunità di essere accolti, nel paesino di San Teodoro, all’interno di due laboratori artigianali del pane, l’uno di proprietà del signor Gusmano, l’altro appartenente al signor Virzì. Vetrine espositive con prodotti da forno a gogò, posti in bella vista, dalle fragranze profumate, appena fatti, dalla consistenza friabile e piacevolmente croccante, hanno soddisfatto occhi ghiotti e palati gourmand.

Panificio Gusmano. Una famiglia di panificatori doc, dal 1957, in particolare, è quella del signor Gusmano, della quale, i partecipanti al tour, hanno carpito i segreti del forno, perpetuati di generazione in generazione e celati nella squisita bontà del pane appena sfornato.  Pane irrorato da un filo d’olio di produzione autoctona, gentilmente elargito dalla cortese ospitalità di questi veraci ‘signori del pane’. Dalla spiga ai prodotti caldi di forno, coniugando estro culinario e simpatia, i visitatori hanno così, occasionalmente assistito alle diverse fasi del ‘processo di panificazione Gusmano, che riassume in sé i principi del metodo tradizionale, a partire dalla lavorazione dell’impasto che avviene utilizzando la tipica ‘maidda’, il mobile in legno di tradizione contadina , dalla classica forma rettangolare.

 

Azienda agricola Savoca. Dopo questo primo step da panetteria d’altri tempi, la visita è proseguita presso l’Azienda agricola Savoca. Qui i visitatori sono stati piacevolmente colpiti dall’efficienza dell’organizzazione dall’assetto tecnologico, e hanno in tal modo potuto osservare, in presa diretta, il ciclo di lavorazione e trasformazione del latte, degustando, infine, i prelibati prodotti caseari. Un’azienda, questa, che è soprattutto una vera e propria alcova del sapore: ricotta, provole e formaggio, senza dimenticare, le eccellenti mozzarelle, un’anteprima gastronomica toccata ai fortunati palati presenti, che sono stati sedotti con gusto. A breve le mozzarelle firmate Savoca verranno distribuite sul mercato per la felicità di buongustai e gourmet.

 

 

Azienda Cavallaro.  Allevamento bovini ed equini. L’azienda, nota come PACIONE RANCH, in contrada Pacione, da cui il nome, è stata invece la tappa successiva. E’ stato perciò possibile montare in sella e a pelo su purosangue ben addestrati. A talloni bassi e punte in alto, a passo, trotto o galoppo, i partecipanti si sono trasformati in fantini provetti, grazie all’esperienza equestre dei proprietari, stabilendo un’intensa sinergia tra uomo e cavallo.

Mezzogiorno di fuoco a Borgo Giuliano.  Costruito in epoca fascista, e precisamente nel 1938, per potenziare le aree agricole e renderle più produttive, il piccolo borgo fa parte del territorio di San Teodoro, così battezzato in memoria di un caduto in Africa. Un patrimonio culturale e storico davvero di gran pregio. Abbiamo camminato, tra fantasmi e memorie del passato, lungo l’abitato che conta poche case e una piccola chiesa.

Programmato per la giornata di domenica è stato invece un itinerario raro e straordinario, alla scoperta delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche, con un intermezzo artistico-culturale insolito, che è culminato nel regno di golosità e ghiottonerie: la pasticceria.

Lago Maullazzo. Posto alle pendici del Monte Soro, ricadente nel comune di Alcara Li Fusi e incastonato fra la superba faggeta di Sollazzo verde e dinnanzi alle superbe Rocche del Crasto, il maestoso lago Maullazzo, a 1400 metri sul livello del mare, è stata una fermata obbligatoria. E’ uno specchio d’acqua artificiale, realizzato durante i primi anni ’80, che possiede tuttavia un microclima particolare, in cui i giochi di luce rappresentano uno spettacolo imperdibile. Abbiamo respirato, tra nuvole di zucchero filato e sentieri inviolati, quell’aria montana, rarefatta e frizzante, che sembra essere quasi dipinta.

Lago Biviere. Un tour in fuoristrada è stata l’ennesima tappa di un itinerario inaspettato e ricco di sorprese paesaggistiche che ci ha condotti fino al Lago Biviere (1278 m. s.l.m.). Si tratta del più ampio bacino lacustre dell’area dei Nebrodi che in estate si colora di rosso per la fioritura di una microalga chiamata Euglena sanguinea. Il lago è inoltre punto di riferimento per numerose specie di uccelli acquatici come la gallinella d’acqua e scalo per gli uccelli durante le loro trasvolate migratorie come l’airone. Il tour è stato organizzato con l’ausilio dei tutor esperti di Turismo Rurale che ci hanno accompagnato passo dopo passo, in questa due giorni davvero entusiasmante, il signor Calogero Lenza, esperto conoscitore della zona Nebrodi, e il professor Ivan Scaravilli con la sua cortese disponibilità e competenza.

Palazzo Zito. Durante la passeggiata per i vicoli cesaresi è stato possibile aggirarsi fra le stanze del “palazzo dalle persiane chiuse”. Si tratta di Palazzo Zito, così ribattezzato da un giornalista francese agli inizi del ‘900. Del palazzo si è potuto ammirare la costruzione a gradoni, accostata alla roccia, e ampliata successivamente, e l’architettura, in prevalenza settecentesca. Merita di certo di essere visitata la Sala rossa, chiamata anche Salone delle feste. Delle stanze, in origine 47, è senza ombra di dubbio la più bella. L’edificio oggi ospita la sede degli uffici distaccati dell’Ente Parco dei Nebrodi, con annesso Centro Visite, ed un “Museo – laboratorio della conoscenza e del paesaggio dei Nebrodi.

Cristo, Signore della montagna. La passeggiata per il piccolo centro di Cesarò è continuata in cima al “Pizzupiturru”, sul cui pizzo roccioso è posata una statua monumentale di bronzo, raffigurante Gesù con le braccia aperte. La sua collocazione è stata effettuata con l’ausilio di un elicottero della base Nato di Sigonella (Catania) il 19 agosto del 1996. L’opera è stata realizzata dai maestri scultori Mario Termini e Giuseppe Marzilla. Tra folate di vento dal sapore più settembrino che estivo, inspirando aria tersa e ossigenante, l’occhio si è posato sulla planimetria del comune nebroideo dalla forma ad aquila, animale simbolo della cittadina.

Chiesa Madre. L’inizio della costruzione risale alla seconda metà del XVII secolo, ma si dovettero attendere più di due secoli per ammirare l’opera completa. Consacrata alla Madonna Assunta ed edificata sulla piazza principale del paese, la Chiesa Madre è stata oggetto di diversi restauri. Quello più imponente, dei primi anni del ‘600, è più assimilabile a una riedificazione quasi totale. Al suo interno la chiesa conserva ancor oggi la maggior parte degli arredi originali: il Crocifisso, opera attribuita alla scuola di Giotto è di notevole interesse artistico così come la porta nord che risale al ‘400.

Hotel – ristorante dei F.lli Mazzurco. Era un vecchio fondaco, destinato a viandanti e mercanti, in cui si effettuavano piccoli traffici commerciali e scambi di merci ma era, soprattutto, un punto di ristoro nel quale i forestieri alloggiavano, si rifocillavano e davano riposo alle bestie. Della mangiatoia, situata nel retro dell’edificio, resta ancora il muro del trogolo, la cui struttura in pietra, a vista, in alcune sue parti, diventa una scelta di designer del locale. In un atmosfera accogliente e ospitale, i visitatori sono stati condotti nel regno delle golosità gastronomiche, il laboratorio di pasticceria artigianale e la cucina del ristorante più rinomato nella zona, quello dei F.lli Mazzurco. Dopo aver visionato le diverse fasi di realizzazione dei piatti proposti in menù, in cui la materia prima risulta essere l’elemento principe di una cucina sincera e genuina: porcini, asparagi e suino nero fra tutti, gli escursionisti del gusto hanno potuto assistere alla trasformazione del pistacchio e, in particolare della mandorla, prodotto tipico della zona. Questa tappa, l’ultima di questo primo appuntamento con l’ itinerario naturalistico, enogastronomico e culturale di “Nebrodi…in mostra’, ha posto il sigillo su un evento irrinunciabile, conclusosi con un brindisi di semifreddi, torte, paste di pistacchio e mandorle, cannoli, bignè e babà. Prosit!

Antonio Caputo e Salvatore Agliozzo, rispettivamente i sindaci delle due cittadine nebroidee, Cesarò e San Teodoro, hanno espresso unanimemente la loro soddisfazione per il risultato ottenuto e per l’impegno profuso da parte delle aziende coinvolte, con il proposito di poter aprire uno squarcio su altrettante realtà degne di essere conosciute e apprezzate.

L’impegno è quello di moltiplicare gli sforzi perché le eccellenze locali non siano solo un patrimonio di nicchia ma possano essere fruibile ai più“.