Meno dormiamo, meno viviamo: lo dice la scienza del sonno

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dormire Meno dormiamo, meno viviamo: lo dice la scienza del sonno.

Matthew Walker, autore di “Why We Sleep” è uno sleep specialist che ha messo in luce come la deprivazione del sonno possa condizionare lo stato di salute degli esseri umani, come siamo arrivati a dormire meno e come riappropriarci del sonno.

Quando gli chiedono cosa fa nella vita, Matthew Walker mente spudoratamente. Dice che è un allenatore di delfini. In realtà, Walker è il direttore del Center for Human Sleep Science at the University of California, Berkeley. È uno specialista del sonno e secondo lui stiamo affrontando una “catastrofica epidemia di privazione del sonno”.

Secondo Walker, nel momento in cui si prende coscienza delle terribili conseguenze legate alla deprivazione del sonno (Alzheimer, diabete, obesità, malattie cardiovascolari), insisteremo molto per avere le nostre otto ore di sonno a notte. Anche perché la deprivazione di sonno costa al sistema sanitario. Quello inglese sborsa 30 miliardi di sterline per le conseguenze di questa situazione. Per questo, sempre secondo Walker, i governi dovrebbero promuovere politiche incentivanti del sonno.

Ma come siamo arrivati a questa catastrofica “epidemia”? Nel 1942 solo l’8% della popolazione mondiale dormiva solo sei ore di sonno o meno a notte. Nel 2017 siamo arrivati al 50%. La ragione principale è che “abbiamo elettrificato la notte”. Secondo Walker, la diffusione della luce elettrica ha degradato il nostro sonno. In seconda battuta c’è il lavoro e i labili confini con il tempo del riposo. Poi ci sono le relazioni. A perdere terreno è dunque il sonno, che soffre anche dell’aumento dei livelli di ansia, alcol e caffeina. “Siamo una società più sola, più depressa”, ha dichiarato Walker al “Guardian”.

Il consiglio del professor Walker, che prende molto seriamente la faccenda del sonno anche nella sua vita personale, è molto semplice: andate a dormire e alzatevi alla stessa ora tutti i giorni. “Prendo il mio sonno molto sul serio perché ho visto le prove [dei benefici]. Una volta che sai che dopo una sola notte di 4-5 ore di sonno il nostro cecchino naturale di cellule – quello che attacca le cancerogene che ci sono nel nostro corpo tutti i giorni – cala del 70%, o che la mancanza di sonno è legata al cancro dell’intestino, della prostata o del seno, o anche solo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato ogni forma di mansione lavorativa notturna come ‘probabilmente cancerogena’, come puoi fare qualsiasi altra cosa?”.

La conclusione, presente anche nel suo libro “Why We Sleep“, è dunque semplice: meno dormiamo, meno viviamo. Occorre prendersi cura con attenzione di questo aspetto.

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