Per Renzo Arbore: ”Il jazz è stato inventato dai siciliani”

“Il jazz è nato in Sicilia e il primo disco jazz l’ha inciso negli Stati Uniti Nick la Rocca da Salaparuta”, questo è quanto sostengono alcuni storici e quanto sostiene anche un signore della musica come Renzo Arbore, da anni grande difensore del jazz italiano, per farci scoprire che la musica americana per eccellenza ha origini siciliane. A supportare questa idea è Da Palermo a New Orleans. E fu subito Jazz, un documentario scritto da Renzo Arbore e Riccardo Di Blasi, che rivela una storia poco nota ed estremamente affascinante: quella del figlio di Girolamo La Rocca, un ciabattino siciliano emigrato a New Orleans da Salaparuta (Trapani) insieme ad altre migliaia di compaesani, ai tempi in cui l’America, dopo aver comprato la Louisiana dai francesi, regalava la terra ai contadini disposti a coltivarla. A Salaparuta il ciabattino faceva parte della banda di paese in cui suonava un cornetto che arrivò con lui fino a Crescent City. Il figlio, James Dominick, amava rubare quel cornetto al padre ed esercitarsi per lunghe ore. Papà Girolamo, contrario alle aspirazioni musicali del giovane che voleva medico, non visse abbastanza per vedere suo figlio inventare il jazz. Il mondo, tuttavia, si accorse presto di lui. Nel 1909, a New Orleans, James Dominick La Rocca formò la prima orchestra jazz. Lo chiamavano “Nick” La Rocca”, come racconta anche Louis Armstrong. La Rocca e la sua band, la Original Dixieland Jass Band (poi diventata Original Dixiland Jazz Band) con una formazione inusuale e ritmi sincopati, ebbero un enorme successo e portarono quel nuovo e dirompente genere in giro per gli USA e l’Europa. Con lui nella Original Dixieland Jazz band, c’era un altro siciliano, Tony Sbarbaro. Il 26 febbraio 1917, si incideva il primo disco al mondo nella storia del jazz.

La storia della musica ha poi dimenticato il contributo di questo straordinario artista e il jazz viene considerato musica quasi esclusivamente nera, ma ha matrice italiana. Inoltre, come ricorda Joe Maselli, direttore del American-Italian Museum,: “Al tempo neri e siciliani stavano sempre insieme”.

La Rocca non è l’unico siciliano ad essersi cimentato con questo nuovo genere musicale. La lista è lunga e i cognomi parlano chiaro: i primi jazzisti di New Orleans erano tutti siciliani. Tra questi il più famoso è forse Louis Prima, anche lui originario di Salaparuta, che nelle sue canzoni mescolava dialetto e inglese e che, qualche anno dopo La Rocca, rese celebre il genere conosciuto come jive.

“L’origine siciliana del jazz è ancora molto poco conosciuta e avvolta nel mistero – ha detto Renzo Arbore in occasione della proiezione del docufilm– ed è difficile stabilire che cosa ci sia nella cultura siciliana che ha portato quei musicisti a creare un genere così innovativo”. Forse sono le melanzane-scherza Arbore-forse è la naturale musicalità della nostra lingua. O forse tutto dipende dal fatto che, come ipotizza il jazzista americano Ben Sidran, se si dice che il blues è quella musica che ti fa sentire bene quando stai male, gli italiani sono da sempre maestri in questa arte.

Possiamo dire che nella nostra storia, oltre che aver dato inizio alla lingua italiana, aver dato i natali a grandi scrittori, poeti, ed artisti, possiamo anche dirci fautori del jazz.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*