una panoramica sui redditi degli italiani: i “nostri” sono i più poveri d’Europa

Eurostat ci rimanda una fotografia che mette in evidenza le differenze con le altre grandi economie europee

Come se la passano economicamente gli italiani? È vero che i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi? Secondo i dati Eurostat del 2015 i più poveri in Italia se la passano peggio che nelle altre economie.

Ma per semplificare un ragionamento altrimenti troppo complesso e macchinoso, proviamo a considerare tutti gli italiani e dividerli in gruppi ognuno dei quali rappresenta il 10%.

Partiamo dal basso: i più poveri.

In questa fascia, il primo 10%, quello che guadagna di più porta a casa 6.700 euro all’anno, mentre gli altri che si devono accontentare anche di meno. Diciamo che rispetto alle altre economie in Italia i poveri se la passano davvero male, basta spostarsi in Germania o Gran Bretagna per trovare un reddito della fascia più povera molto più alto, in Francia addirittura quasi il doppio.

Passando alla 10% fascia media fa sorridere pensare che i danesi più “poveri” abbiano un reddito superiore a quello della fascia media italiana. Certo bisogna anche pensare al mercato di riferimento, proprio come fanno le agenzie statistiche, al nord infatti la vita risulta decisamente più cara.

Anche con tutti i dovuti accorgimenti del caso però il divario rimane ampio lo stesso.

Un altro modo di guardare la faccenda è la ripartizione del reddito si divide tra i cittadini. Pare che nel nostro Paese la fetta più grossa vada proprio alla fascia più ricca, mentre alla fascia più povera soltanto il 2,1% della torta.

Per capire davvero se è tanto o poco bisogna guadare sempre all’estero per scoprire che l’Italia è la nazione in cui la parte minore del reddito va a i più poveri, Spagna a parte, mentre in Francia il valore è quasi il doppio.

Un’eccezione, sempre insieme alla spagna, la troviamo però quando tra le fasce sopra la classe media dove, rispetto alle altre economie, più saliamo di reddito più la fetta di reddito si allarga.

Quando però si arriva al vertice della piramide, il 10% dei più ricchi, questa eccezionalità sparisce lasciando al Regno Unito la percentuale più alta.

Ma come mai questa situazione?

Per capirlo bisogna fare un passo indietro.

Rispetto a vent’anni fa, infatti, ci sono stati grandi cambiamenti, la fascia più ricca in Francia e Germania per esempio ha cominciato a prendere di più, in invece Italia leggermente di meno. Anche tra i più poveri c’è stato qualche cambiamento, ma meno radicale, la situazione è che ai francesi più poveri va meglio che a quelli italiani, che a loro volta stanno meglio degli spagnoli

Questo però non significa che non ci siano stati grossi sconvolgimenti, ma solo che l’ampiezza dei gruppi non è poi variata molto. I numeri di Eurostat possono dirci quanti sono, ma non chi sono.

L’indagine sulle famiglie di Banca d’Italia ci aiuta a capire che il più grande spostamento di denaro è quello avvenuto tra generazioni.

L’indagine ci racconta che dal 1995 al 2014

“Le famiglie che avevano come principale percettore di reddito una persona con meno di 34 anni hanno visto la loro ricchezza scendere del 60%. Nello stesso periodo le famiglie dove il principale percettore ha più di 65 anni hanno visto crescere la loro ricchezza del 60%”.

Una situazione che non va sottovalutata e che ci dimostra come l’Italia sia un Paese sempre più vecchio con una fascia di più giovane sempre più in difficoltà.

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